Un sogno chiamato “Olimpiadi”

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Ieri pomeriggio, in una calda domenica di inizio agosto, Gianmarco Tamberi e Marcell Jacob hanno conquistato la medaglia d’oro alle Olimpiadi Tokyo 2020. Due storie diverse quelle del velocista Jacob e del saltatore Tamberi, ma accomunate da una grande voglia di vincere e di realizzare i propri desideri. Il mondo dell’atletica ieri ha fatto sognare un paese intero grazie a questi atleti che hanno voluto credere nelle loro potenzialità. Sono arrivati a Tokyo con motivazioni diverse ma entrambi hanno avuto la capacità di focalizzare l’obiettivo, immaginandolo possibile. Dietro le loro vittorie c’è un lungo percorso e un lavoro psicologico che li ha portati fino alla medaglia. In questi anni hanno combattuto i loro mostri: Tamberi ha “metabolizzato” l’incidente che gli aveva impedito di partecipare alle precedenti olimpiadi; memore della scritta “Road to…Tokyo 2020” impressa sul gesso che aveva indossato in occasione di quell’infortunio ha lavorato in questi anni senza rinunciare al suo sogno, nonostante gli ostacoli. Marcell Jacob, soprattutto in questo ultimo anno, anche grazie all’aiuto della sua Mental coach Nicoletta Romanazzi, ha affrontato le paure che lo bloccavano ed è riuscito ad essere più consapevole del suo corpo e delle sue potenzialità. Emerge chiaramente come oltre alla preparazione atletica classica sia necessario fare un lavoro mentale integrando mente, corpo ed emozioni. Soltanto diventando più consapevoli dei propri vissuti, dei propri limiti e delle potenzialità si può affrontare e vincere la sfida più grande, quella con se stessi.

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