Come curare l’insonnia: imparare a prendersi cura del proprio sonno

Gli esseri umani hanno bisogno di dormire almeno 6 o 7 ore ogni notte; il sonno ha funzioni rigeneranti per il corpo e per la mente.

Alcune persone possono presentare dei disturbi legati al sonno di cui l’insonnia è forse quello più conosciuto.

L’insonnia si manifesta come difficoltà a dormire nonostante l’organismo ne abbia bisogno, può riguardare la fase iniziale, la durata o la qualità del sonno. Spesso è associato a sintomi quali l’irritabilità, la stanchezza, difficoltà d’attenzione, una diminuizione della capacità di concentrazione, peggioramento del funzionamento lavorativo e sociale .

Possiamo distinguere due tipologie principali:

  • insonnia acuta, intesa come impossibilità a dormire che si manifesta per meno di un mese;
  • insonnia cronica, difficoltà che dura nel tempo, spesso associata ad altre patologie.

Le cause dell’insonnia possono dipendere da patologie fisiche associate, può esistere una correlazione con disturbi ansiosi o depressivi, stress. Spesso si manifesta in conseguenza all’assunzione di sostanze stimolanti o farmaci.

Generalmente la persona entra in un circolo vizioso in quanto mette in atto pensieri ripetitivi legati alla preoccupazione di non riuscire ad addormentarsi, cerca di controllare la fase di addormentamento rendendo più difficile il fisiologico rilassamento necessario per addormentarsi.

Più non si riesce a dormire, più si entra in uno stato di attivazione psicofisiologico che ostacola il sonno.

Quando si presentano le prime difficoltà le persone ricorrono a rimedi naturali per facilitare il sonno, ad esempio la camomilla, la lavanda, la passiflora hanno effetti benefici sul sonno.

E’ consigliata anche l’assunzione di melatonina, un ormone che regola il nostro ritmo circadiano e che il nostro organismo produce in maggiori quantità la sera.

L’insonnia può essere un segnale importante per accorgersi della necessità di modificare il proprio stile di vita. Alcuni piccoli suggerimenti possono essere d’aiuto:

  • prestare attenzione alla propria alimentazione;
  • creare delle buone abitudini legate all’andare a letto e al risveglio;
  • ridurre il consumo di alcoolici e di sostanze eccitanti;
  • svolgere un’attività fisica preferibilmente all’aria aperta;
  • imparare a fare esercizi di respirazione e di rilassamento, utili anche nella fase di addormentamento;
  • praticare la meditazione.

L’insonnia transitoria si può manifestare in momenti di particolare stress, ad esempio quando la persona si trova ad affrontare un cambiamento importante nella propria esistenza o ha delle difficoltà in ambito lavorativo o relazionale. I pensieri, i dubbi e le preoccupazioni possono occupare la mente in modo preponderante e ostacolare il sonno. In questi casi può essere opportuno per la persona dedicare un tempo adeguato all’ascolto dei propri bisogni, alla valutazione delle scelte più utili per la propria esistenza, anche condividendo i propri vissuti con le persone vicine o ricorrendo all’aiuto di un profesionista.

Gli esperti in psicofisiologia del sonno ritengono utile ricorrere all’uso di psicofarmaci soltanto se si è di fronte a una cronicizzazione dell’insonnia; in tal caso è necessario rivolgersi al medico anche per valutare quali effetti può avere la deprivazione del sonno a lungo termine sul funzionamento psico-fisico della persona. Un’eccessiva deprivazione del sonno potrebbe favorire l’insorgenza di pensieri paranoici e/o deliranti, in questi casi è necessario rivolgersi immediatamente al proprio medico di base per essere indirizzati verso l’approccio terapeutico più opportuno.

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